Ci piacciono anche piccoli... i rotabili s'intende

Si vedono sempre più spesso in giro tram e treni sempre più grandi e grossi, ormai è una tendenza avviata dalle aziende produttrici di rotabili in generale, però siamo sicuri che sia una cosa necessariamente positiva? (spoiler secondo noi no).
Sicuramente mezzi sempre più grandi riescono a rispondere ad una richiesta sempre maggiore di utenza, questo è sicuramente un grande vantaggio non c'è dubbio, però come qualsiasi altra cosa questo modello di mezzi porta con sé degli svantaggi.
1- Scarsa flessibilità sulla capienza offerta:
Avendo solamente tante vetture grandi e non "componibili" (con la possibilità di viaggiare in "composizione multipla") si ha che l'unico modo per poter regolare la quantità di posti offerti è la quantità di vetture presenti sulla linea, quindi una eventuale regolazione del numero di vetture avrebbe necessariamente delle conseguenze sulla frequenza del servizio offerto, cosa che generalmente i viaggiatori non gradiscono.
2- Utilizzo di vetture troppo grandi in contesti inadeguati:
Molto spesso capita che una linea tramviaria o ferroviaria sia frequentata in modo diverso durante una giornata, quindi con dei periodi in cui ci sono più passeggeri e momenti in cui ce ne sono di meno, far camminare una vettura grande con pochi passeggeri dentro risulterebbe uno spreco, un esempio di ciò è il mancato rimpiazzo delle automotrici ALn 668 e 663 sulle linee secondarie da parte di Trenitalia, che stanno vendo rimpiazzate da treni come i Minuetto (ALn501/502) o gli Swing (ATR 220) che però hanno capienze molto più elevate di una 668 e conseguenti costi di manutenzione molto più elevati.

Ma come si può fare a risolvere questi problemi?
Innanzitutto, vetture piccole che possono viaggiare in multipla composizione sono sicuramente una soluzione molto utilizzata nella storia, probabilmente ancora valida.
Infatti le ALn668 e 663 ne sono un esempio, anche in ambito tranviario si sono visti molti esempi di questo tipo, uno tra tanti i famosi Tatra T3.

Il perché questi mezzi possano ovviare alle problematiche dei mezzi grandi è evidente, i mezzi che possono viaggiare a composizione variabile hanno la possibilità di modificare la loro composizione potenzialmente ad ogni corsa che fanno, in questo modo quanto c'è poca necessità tutti i mezzi stanno fermi eccetto quelli necessari a mantenere l'orario stabilito, che ovviamente circoleranno con la composizione più ridotta possibile, mentre quando c'è necessità le composizioni possono adattarsi in prontamente alla richiesta dell'utenza, ovviamente un con alcuni limiti, ma molti meno che per un treno grande.
Questo ovviamente riduce anche i costi di manutenzione, poiché in teoria molti mezzi non hanno circolato quando non era necessario, mentre con dei mezzi grandi molti ci sono molti più carrelli in giro anche se la richiesta di trasporto è ridotta.
In conclusione, bisogna riconoscere che in determinati contesti affidarsi a mezzi che hanno capienze ridotte, ma la possibilità di variare dinamicamente la loro capacità sono molto utili, e abbandonare questo concetto (come sta effettivamente accadendo) lo riteniamo un importante errore.
-Pierluigi
