La metro G è morta... lunga vita alla metro G!

08.12.2024

In questi ultimi giorni arrivano notizie tutt'altro che positive dalla Casilina: il rettorato di Tor Vergata sta mettendo tutto ciò che ha a disposizione contro il progetto della metrotranvia G - la ricostruzione radicale della mitica ex Roma-Fiuggi a caratteristiche tranviarie, e annesso prolungamento proprio nel cuore del polo universitario
Odissea Quotidiana ha - finora - fornito tutte le informazioni da cui ci basiamo per scrivere questi nostri brevi pensierini, ma non solo: ha anche lanciato una petizione per salvare la linea da un non certo, ma probabilissimo ritiro dei fondi
Facciamo un po' di chiarezza, però: cosa sta succedendo?
Il progetto della linea G, principale direttrice di via Casilina da Termini (via Giolitti alt. via Gioberti) al Policlinico di Tor Vergata (nei pressi della rotonda via Cambridge/viale Heidelberg), durante l'anno è passato al vaglio della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e in queste ultime settimane si stanno tenendo le Conferenze dei Servizi, in cui tuttavia il secondo polo universitario sta sollevando quello che possiamo solo definire come un enorme polverone: a detta del rettorato, parte della delegazione del polo di studi, la nuova infrastruttura non garantirebbe uno scorrimento del traffico adeguato (con svariati restringimenti di carreggiata o interventi minori sulla viabilità), impatta con altri piani edilizi dell'Ateneo, e ultima ma in assoluto la più assurda, vibrazioni e altri rumori della linea comprometterebbero il regolare svolgimento delle attività didattiche
Col 2025 alle porte, ci si ritrova a sentire copioni già vecchi di oltre 60 anni, e che stanno per mettere l'ultimo chiodo sulla tomba dell'ambizioso progetto per ridare nuova linfa vitale alla linea della Casilina

Non lo diciamo per disfattismo, ma perché i tempi sono strettissimi, e da Tor Vergata non arrivano segnali positivi, tutt'altro: dopo la seconda conferenza dei servizi a fine novembre, l'università ha bocciato a più riprese il progetto, minacciando anche un veto sulla prossima conferenza, prevista per il 18 dicembre

L'allarme, poi, arriva anche dal governo: i fondi della linea - 213 milioni di euro - sono parte degli stanziamenti del PNRR, e hanno un limite: il prossimo giugno; se entro 6 mesi non sarà assegnata una gara, verranno ritirati i fondi - senza fondi, andranno persi 7 anni di studi preliminari, varianti di progetto, ricerca e assegnazione di fondi, a un passo dall'inizio dei lavori

Di lavoro ne è stato fatto tanto, con tuttavia svariate critiche - alcune comprensibili, altre meno: dalla confusione e a volte timore negli obblighi ministeriali, che hanno imposto un vincolo nel non poter usare l'infrastruttura esistente (con svariati svantaggi fra cui costi lievitati di non poco e l'assenza della spina dorsale per il quadrante sud-est durante i lavori, con l'utenza di via Casilina costretta sul sempre insufficiente 105), alle continuate voci sull'inutilità del tratto sovrapposto fra la nuova metrotranvia e la metro C dall'Alessandrino a Giardinetti, per poi concludere proprio con l'università che piuttosto di cogliere i vantaggi di un'infrastruttura ad alta capacità, è ferma alla classica mentalità della politica e del padronato degli anni '60 (pur con svariati strascichi che proseguono fino ai giorni nostri), che tanto spingeva per il mezzo privato, a discapito di linee tranviarie e ferrovie minori

Abbiamo visto gli ostacoli, e con dispiacere temiamo che l'Ateneo di Tor Vergata cambierà difficilmente le sue posizioni: la linea G pare diretta verso una morte certa, prima ancora della sua nascita

Non possiamo però permetterci che la perdita dell'occasione di un progetto così cruciale possa segnare la fine anche dell'esistente: ci auguriamo che l'assessore Patanè, come promesso pochi giorni fa, possa trovare una soluzione per salvare i fondi stanziati - e la realizzazione del progetto, ma bisogna anche trovare un'alternativa

Alternativa che vaga fra le scrivanie di comune e regione da svariati decenni: le ex-Ferrovie Vicinali vanno ammodernate, punto e basta - non c'è da discuterne
Sul come si possa aggiornare un'infrastruttura nata sfortunata più di un secolo fa, di idee ne sono trapelate in enormi quantità: anche solo l'attuale tratta esterna della metro C ne è una chiara dimostrazione - fra gli anni '80 e i primi 2000, era previsto che la al tempo Roma-Pantano diventasse sempre più una metropolitana leggera sul modello delle Stadtbahn tedesche, idea troncata dopo decenni di intoppi ai lavori, e dando alla nuova linea solo due anni per dimostrarsi, prima che calò nel 2008 la scure della variante di progetto della terza metropolitana: sarebbe stata driverless, con la prima tratta da cantierizzare fra Pantano e Centocelle, chiudendo prima la Torrenova-Pantano, poi tutta la linea della Casilina per farne una bretella tranviaria fra il Pigneto e la Togliatti
Via via la - per fortuna - solo parziale attuazione di questo piano della giunta regionale Storace (e comunale Alemanno) ha portato all'idea della linea G, prima come prolungamento a Tor Vergata della linea esistente, con tanto di scartamento 950 mm e tensione a 1650 V, poi evoluto nella moderna metrotranvia a scartamento e tensione tranviarie, gestita con gli stessi CAF del resto della rete

L'alternativa sta - viste le condizioni tutt'altro che favorevoli per la ricostruzione - proprio nel lavorare quanto prima con l'esistente: si parte con un massiccio piano di revisione del materiale rotabile: da anni Centocelle è un cimitero di treni, molti dei quali non hanno visto una singola revisione generale dalla consegna (tragico esempio dimostrato dai sei ET.820: due vennero mandati in revisione, tornato l'821 non è mai stato rimesso in servizio; l'822 nel frattempo è rimasto bloccato alle officine De Luca - nel corso del quinquennio 2018-22, poi, gli altri quattro sono stati accantonati alla scadenza dei km), per sollevare i pressoché centenari Bloccati dal reggersi il peso di quasi tutto il servizio della linea (su 8 treni che di norma escono, almeno la metà sono assegnati agli ormai storici convogli, che "vivono" a Centocelle dal 1926)

Va inoltre ripensata la limitazione: con il servizio ancora insufficiente della metro C, l'Alessandrino e Torre Spaccata non hanno abbastanza collegamenti verso il centro; tenere abbandonata la Centocelle-Giardinetti è controproducente, se non peggio - al netto di un numero adeguato di rotabili atti, anche col sopracitato programma di revisioni, va riaperta la tratta sospesa da quasi un decennio

Queste sono le basi per rilanciare la linea esistente, tenendo temporaneamente in pausa l'idea di prolungamento, vista la difficoltà di interlocuzione con i diretti interessati
È chiaro però che, pur con un'adeguata revisione e revamping dei treni, non si può gestire la linea all'infinito con treni che nel migliore dei casi hanno 25 anni, nel peggiore 98; come fatto per l'ordine del nuovo materiale rotabile per le linee A e B, l'opzione migliore potrebbe essere il riadattamento alle caratteristiche della linea di rotabili in costruzione, ad esempio dalla Stadler - azienda leader nello scartamento ridotto

L'accessibilità resta l'ultima nota dolente dell'attuale Roma-Giardinetti, qui le opzioni sono due: per mantenere il servizio con i treni attuali (820 e 830, con riserve di Bloccati per servizi storici e rievocativi), la scelta più azzeccata è nel rialzare le banchine al piano del materiale rotabile (circa 80 cm dal piano del ferro), altrimenti con l'occasione dell'acquisto di nuovi treni, questi possono essere ordinati a pianale ribassato, eventualmente con alcune casse intermedie aggiuntive per il parco rotabili esistente (sulla falsariga di interventi simili quali l'adeguamento delle motrici ČKD-Tatra in svariati paesi dell'ex-Patto di Varsavia)

Preoccupa molto il disfattismo per cui se crolla la Termini-Tor Vergata, crolla tutta l'infrastruttura su ferro di via Casilina; in un quadrante di Roma così popolato, non dovrebbe neanche essere sul tavolo di discussione - se non va a buon fine un progetto, si trova l'alternativa
Per questo, ci vien da dire in chiave ironica: la metro G è morta, lunga vita alla metro G!

-Maki

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