Non moriremo a Valle Giulia

Questo è l'anno del Giubileo, della fine dei grandi cantieri che - dicevano - avrebbero portato una Roma migliore e pronta ad affrontare l'enorme afflusso di turisti e pellegrini
Uno di questi è stata la pedonalizzazione di via Ottaviano e piazza Risorgimento: un progetto ambizioso ma non sempre in primo piano che abbiamo seguito con molto interesse - per la prima volta in Italia si realizza una via "trampedonale", vale a dire la percorrono pedoni, tram, e basta.
Un modello che all'estero è diffuso in innumerevoli città: ben noti sono gli esempi del ripristino del tram ad Alexanderplatz, o delle nuove linee parigine, ma che al di qua delle Alpi non è mai riuscito a prendere piede (fondamentalmente di interventi anche solo lontanamente paragonabili troviamo via Manin, ossia l'ingresso sull'anello capolinea di Termini)
Su via Ottaviano, poi, cade un compito pressoché cruciale per l'Anno Santo: oltre ad essere una delle principali vie commerciali del rione Prati, è fondamentalmente il secondo corridoio d'accesso al Vaticano, forse solo dopo via della Conciliazione: si scende dalla metro A, e per raggiungere San Pietro si prende proprio via Ottaviano.
Insomma, questa corta, ma cruciale via dovrebbe essere il salotto che accoglie una così alta utenza diretta alla vicina basilica; la presenza quindi di un tram importante come il 19 - che oltre ad essere genericamente un mezzo ad alta capacità, in grado di usufruire questo percorso speciale, è anche il più lungo dei sei servizi tranviari di Roma, intersecando innumerevoli ulteriori linee e rendendo le zone principali del Giubileo raggiungibili da pressoché ogni angolo della città, è e merita di essere un punto di forza e vanto per una Roma che guarda al futuro
Ebbene, per far fronte a questi nuovi e importanti compiti che il 19 dovrà svolgere, il sindaco ha deciso di migliorare i flussi per il Vaticano sopprimendo la tratta piazza Risorgimento-Valle Giulia… no, un attimo: forse abbiamo capito male
Qui chiaramente non ci contano i torni: se effettivamente il servizio tranviario del 19 riprenderà da lunedì prossimo (vista la situazione non apparentemente rosea dall'altra parte, lungo la Prenestina e al deposito di Porta Maggiore) possiamo stare certə che non raggiungerà più piazza Risorgimento, preferendo far arrangiare le migliaia di nuovi utenti mandandoli al Vaticano a piedi, sulla nuova bellissima via Ottaviano… dove i binari resteranno per decorazione, come le fioriere che ci hanno svogliatamente piazzato sopra; mossa astuta, eh?
Tuttavia, Sua Santità, il sommo Roberto Gualtieri, fa sapere che "il 19 non verrà ripristinato per motivi tecnici: la configurazione delle strade non permette una coesistenza fra il servizio tranviario e i cantieri per il prolungamento della metro C".
Manco a dirlo, ci rifilano una supercazzola bell'e buona
Vediamola però un po' più nel dettaglio, visto che ci lascia un po' un retrogusto di leccata di stivali alle effettive santità (che hanno svariati precedenti con la sospensione del capolinea di piazza Risorgimento, già negli ultimi giubilei - nel 2000 è andata pressoché allo stesso modo di oggi): le furbe menti del comune, dopo aver reiterato a più riprese di non voler aprire cantieri durante il periodo giubilare, o almeno così dissero per la TVA su Corso Vittorio Emanuele e via Nazionale, adesso sembra non si facciano più così tanti problemi nell'iniziare gli scavi della metropolitana… senza neanche un progetto definitivo
Oltretutto, forse non ricordano che far convivere la costruzione di nuove metro con un servizio tranviario in superficie non è un ostacolo insormontabile, capita talmente spesso che l'abbiamo fatto anche noi: durante gli anni '60 e '70 le tranvie della Stefer per Cinecittà e Capannelle convissero senza problemi coi cantieri della metro A (o quasi, vi furono comunque alcune varianti, tipo Santa Croce e via dei Consoli)

Come dimenticarsi di questa mitica foto, con un'Urbinati che "vola" sopra i cantieri di Ponte Lungo?
Dal 1976 poi i tempi sono più che cambiati, anche la stessa metro C a Ottaviano probabilmente non userà grandi pozzi per realizzare il piano banchine (oltre alla modalità di scavo completamente cambiata, si preferiscono le TBM che scavano anche a 30m di profondità alle gallerie a cielo aperto), potendo usufruire anche di alcune infrastrutture comuni alla metro A (e a nostro parere anche del grande cortile dell'ormai anacronistico casermone di via Dalla Chiesa)
Morale della favola? Da questa situazione è evidente che il servizio del 19 resterà spezzato, con la tratta da Valle Giulia a piazza Risorgimento affidata a praticissime e efficientissime navette; d'altronde si sa, un autobus può garantire senza alcunissimo problema un servizio pari a quello tranviario…
Certo, però, lungi noi dal comprendere l'origine di tale furbizia, fra chi dice che è per confermarsi una manciata di voti, chi afferma l'inevitabile interferenza e accordo con certi abbastanza loschi figuri del padronato romano, noti per una certa "scartavetrata a fondo di maroni" che ci fecero promulgando sui loro giornali innumerevoli articoli anti-tram (come a crearsi un consenso per deviare l'attenzione verso le metropolitane, i cui appalti fanno capo sempre a loro)
Siamo semplici appassionatə che scrivono articoli su ciò che abbiamo a cuore, e ci sentivamo in dovere di mettere luce sull'immensa pragmaticità e ingegno che hanno portato a queste ultime disposizioni, chiaramente un enorme aiuto ai flussi giubilari.
Ci sembra quasi un controsenso che un sindaco almeno abbastanza progressista come Gualtieri lasci abbandonata un'infrastruttura sostenibile, ad alta frequenza e alta capacità, oltretutto pronta, collaudata e in uso da svariati decenni; il più delle volte, questo è un caso eclatante nei trasporti, sembra rimangiarsi le sue stesse parole, ricadendo (verso destra) in quel pozzo che già vedemmo una sessantina d'anni fa, quando i tram sparivano sotto la benedizione di un certo scudo crociato, chi deve intendere intenda…
-Maki
